Archivi categoria: Cronache Locali

Cara Mezza Età

Il Ristorante La Meridiana di Domodossola ha compiuto 50 anni ed è in splendida forma: animato com’è da tre generazioni di Vicini & C. Un ristorante dove si mangia bene, in modo curioso. Un ristorante borghese nei contenuti, popolare nell’approccio ed aristocratico nell’aspetto. Auguri!

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Un po’ di Nord Piemonte nella Guida Slow

Nella Guida Vini Slow Food, edizione 2018 per il 2019, un po’ di Nord Piemonte c’è. Fra i Vini Slow ci sono infatti un Ghemme docg Anno Primo 2011 degli Antichi Vigneti Cantalupo. Il vino è buono, ma sentire parlare Alberto di storia ed archeologia locale è altrettanto bello. Poi c’è un Mimmo 2015 Le Piane di Boca, a base di nebbiolo, vespolina e croatina. In ricordo di un amico. Fra i Grandi Vini spicca un Carema 2015 dei Produttori Nebbiolo di Carema, bel vino e grande storia di viticoltura eroica; poi c’è un Lessona 2013 Sperino. Che non conosco. Fra i Vini Quotidiani troviamo un Erbaluce di Caluso 2017 Cieck che invece conosco ed apprezzo. Un bel quotidiano!

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22 ottobre, le Stelle sul Lago d’Orta

Un’Edizione di Assoluto Prestigio con il Premio ad Annie Féolde e il Ritorno di Luisa Valazza

Le stelle della cucina, anche quest’anno, torneranno con una serata di solidarietà e alta cucina sul Lago d’Orta. Mancano infatti ormai poche settimane all’edizione numero tredici del tradizionale evento che, la sera del 22 ottobre, vedrà protagonisti e uniti tutti gli chef che, nelle province di Novara e Vco, sono premiati dalla Guida Michelin con una o più stelle.

Location dell’evento, come da tradizione, è l’hotel Approdo di Pettenasco: una cucina che accolse, oltre venticinque anni fa, un giovanissimo Antonino Cannavacciuolo agli inizi della sua felice carriera sul lago d’Orta.

Grandissima tra i grandi, quest’anno ci sarà una super ospite, Annie Féolde, chef dell’Enoteca Pinchiorri*** di Firenze. Una nizzarda che ha fatto grande la gastronomia italiana e, di riflesso, quella sua terra di Francia che le ha tributato la più alta onorificenza, la Légion d’Honneur.

Nel segno delle donne, quest’anno l’evento vedrà anche il ritorno di Luisa Valazza del Sorriso di Soriso (**) e l’accoglienza di una giovane promessa della cucina, non (ancora) stellata: sarò infatti premiata come ‘chef emergente’ Sabina Villaraggia che guida la cucina di Villa Pizzini al Mottarone, un locale che, nonostante la recente apertura, sta acquisendo ottimi successi.

In azzurro, invece, ci sarà la “nuova entrata” di Andrea Monesi che alla Locanda di Orta (*) ha preso il posto di Fabrizio Tesse (il quale lascia il territorio). Per il resto, conferme “potentissime”: Antonino Cannavacciuolo (**), da Villa Crespi, i verbanesi Marco Sacco (**) dal Piccolo Lago e Massimiliano Celeste (*) da Il Portale, Marta Grassi (*) dal Tantris di Novara.

Il Comitato premierà anche lo chef Matteo Sormani della “Locanda Walser Schtuba” (Formazza) per la sua opera di valorizzazione dei prodotti del territorio; Sormani, insieme a Monesi e Villaraggia, presenterà degli originali finger food. Il servizio di sala sarà a cura della Scuola Alberghiera di Stresa, con i sommelier di Ais Novara e i vini selezionati da Matteo Pastrello.

Il pizzaiolo gourmet Antonello Cioffi de ‘La Piedigrotta’ di Varese sarà invece tra i protagonisti del “dopocena” con le sue variazioni di pizza creativa.

Di assoluto rilievo anche il premio alla carriera, quest’anno assegnato all’imprenditore Cesare Ponti.

“Come le vere stelle che la notte illuminano uno dei laghi più belli del mondo, così sarà con i massimi cuochi del nostro territorio, che le stelle le hanno appuntate sulla divisa, quelle della celebre Guida Rossa” commenta Oreste Primatesta, presidente del Comitato organizzatore.

“Una, due, tre, tantissime se le sommiamo tutte e altre ne verranno, chissà. A 13 anni dalla felice intuizione dell’esordio la cena de “Le Stelle sul Lago d’Orta” torna con il suo sorriso e i suoi sapori a comporre uno degli eventi di alta cucina e solidarietà più longevi ed apprezzati in Europa, ispiratore di una miriade di altre manifestazioni minori. Ben vengano, quando si parla di vera beneficenza”. Ogni utile della serata – tutti i cuochi prestano la loro opera gratuitamente – sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio di Novara e alla fraternità dei Cappuccini in San Nazzaro della Costa.

Le prenotazioni possono essere effettuate ai numeri telefonici: 0323 89345 – 335.6433325 – 333.8959077 e-mail: lestellesullagdorta2014@gmail.com – info@approdohotelorta.it Il costo del Gala è di 225,00 Euro a persona.

 

LE PROPOSTE GASTRONOMICHE DELLA SERATA

Aperitivo dalle 19.30 al Bar Lounge

Ostriche e Champagne V. Etien 1er Brut
Stuzzicherie della Casera e Finger food Chef Emergenti
 

IL MENU STELLATO NELLA SALA DELLE FESTE

Ricciola leggermente affumicata e poi marinata,sfere di pesto toscano e melanzane al timo

Torrone di foie gras al pistacchio, chutney di arancia

Il Carnaroli ai mirtilli, finferli e rossi di Sicilia

Aragosta, lemon gras, vitello e lamponi

Testacoda di manzo

Crostatina ai frutti rossi a modo mio

 

Vini
Champagne V. Etien 1er Brut
Marchesi Antinori Cervaro Della Sala 2016
Domaine Gentile Muscat Du Cap Corse 2008
Michel Juillot Mercurey Blanc 2003
Le Macioche Brunello di Montalcino 2013
Champagne Lanson White Label Dry

 

Inoltre, a tavola

Acqua minerale S. Pellegrino e Acqua Panna
Lollo Caffè Perlage
Cioccolatini della Chocolaterie des Iles di Stresa
Grappa di Pettenasco “Cascina Eugenia”

Dopo cena al Bar Lounge
Variazione di pizza “La Piedigrotta” di Antonello Cioffi
Degustazione di Gorgonzola Gran Riserva Leonardi – Igor
Bevande di Glep con Audere ‘LaCioccolata’
Gin&Tonic Roby Marton – Birra Nastro Azzurro

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117 milioni sono i laghi sulla terra

“Ed è sul cuore galleggiante di uno di loro, la bellissima Isola dei Pescatori nel Lago Maggiore (il secondo più grande d’Italia), che la Gente di Lago si darà appuntamento, per la prima volta, il 7 e 8 ottobre 2018.

Passeggiando sull’isola tra una degustazione, un calice di vino, un sorso d’acqua o un bicchiere di birra, saranno davvero tante le iniziative da seguire”.

Il Piroscafo Piemonte (quello a ruota) della Navigazione Lago Maggiore domenica 7 sarà a disposizione per visite guidate, dalle 10 alle 17.30 (con una pausa dalle 14.45 alle 16.45). Lunedì 8 invece ospiterà alcuni dei convegni in programma. All’imbarco, a Stresa, è previsto il concerto di benvenuto mentre molte sono le attività sulla “coda” dell’isola: rievocazione storica della pesca con la bedina, spettacolo dei burattini Niemen, sfilettatura del pesce, teatro dialettale, laboratori di disegno, rammendo delle reti da pesca, mini conferenze e magia. Concerti sono in programma in chiesa, all’aperto, al museo della pesca, al porticciolo e nel budello. Insomma, ci sarà un po’ di tutto nella prima grande vetrina della Gente di Lago e di Fiume. Tra i tanti grazie che si diranno nei prossimi giorni a tutti i sostenitori di questo progetto, è giusto partire dai titolari degli undici ristoranti dell’Isola Pescatori che hanno visto nell’iniziativa un’occasione di crescita corale e hanno collaborato nella costruzione del programma.

Domenica 7. Il biglietto che costa 50 euro in prevendita (60 euro il giorno dell’evento), 15 euro i ragazzi, gratuito per i bambini. Include anche il trasporto (andata e ritorno) sull’Isola Pescatori. Appena sbarcati si riceverà una mappa e da quel momento si andrà alla scoperta della storia, delle tradizioni, della cultura, dei divertimenti, e ovviamente del pesce di lago cucinato in tutti i modi e accompagnato dai vini dell’Alto Piemonte e dalla birra biellese, serviti con sapienza dai sommelier di Ais Vco. Il tutto compreso nel biglietto, anche le undici degustazioni negli altrettanti ristoranti, dove lo chef “resident” sarà affiancato da un collega di rilevo nazionale selezionato da Marco Sacco. Qui si compirà quella contaminazione tanto cara agli esperti di cucina. Un piatto della carta del ristorante, a base di pesce di lago, rivisto con le idee di chi viene da fuori. Undici piatti a disposizione, più la proposta di Sacco sulla coda dell’isola, da gustare vivendo le altre esperienze. Ci saranno dimostrazioni di pesca e di sfilettatura, i pescatori proporranno anche una issata delle reti con il sistema tradizionale, poi visite guidate, mini lezioni sulla preparazione dei piatti e sulla lavorazione del pesce, artisti di strada, intrattenimento per bambini, sarà aperto il museo della pesca e si potrà visitare il Piroscafo a vapore “Piemonte”, ancorato al molo dell’isola. A questo proposito un altro ringraziamento speciale è doveroso nei confronti della direzione della Navigazione Lago Maggiore, l’ente ministeriale che ha da subito sposato la causa diventando partner della Gente di Lago e di Fiume non solo garantendo il trasporto di tutti gli ospiti ma, appunto, anche mettendo a disposizione quel gioiello che è il “Piemonte”. I possessori del biglietto avranno due viaggi dedicati, la mattina di domenica, con partenza da Stresa alle 10.30 e alle 11.00, oppure liberamente potranno raggiungere l’isola in altri orari con le corse di linea.

Lunedì 8. I possessori del biglietto di domenica avranno libero accesso all’isola anche lunedì, giornata più “scientifica” della due giorni di Gente di Lago e di Fiume. In mattinata sarà un susseguirsi di incontri, dibattiti e tavole rotonde sulla valorizzazione delle acque interne, sulla pesca, sul turismo e sulla ristorazione. Suggestivo l’incontro che riunirà intorno a un microfono sette grandi chef che sono promotori di progetti culturali e di valorizzazione del territorio che vanno oltre l’attività imprenditoriale privata. Si tratta di Pino Cuttaia, Fratelli Serva, Enrico Bartolini, Pietro Leemann, Cristina Bowermann, Paolo Barrale e Marco Sacco.

La giornata di lunedì si concluderà con una quasi irripetibile cena di gala firmata da sei chef stellati e servita nelle sale del Grand hotel Des Iles Borromees. In questo caso il costo di partecipazione, 300 euro a testa, sarà un contributo al sostegno dei progetti futuri di Gente di Lago e di Fiume, con particolare riguardo alla didattica nelle scuole e allo sviluppo dell’ittiocoltura.

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Comanda il cuoco o il cliente?

Ecco, ieri sera con amici sono andato a mangiare a Lortallo di Ameno, alla Locanda del Buon Riso (che sta per “sorriso” credo: in carta c’era solo un risotto), ed ho mangiato un piatto di pasta coi finferli e prezzemolo su una base cremosa. Buono. Ah, a proposito: l’ho pagato 13 euro però 2,50 euro di coperto.

La pasta mi piaceva sette, perché il prezzemolo lo trovo invadente con una che di fresco che non mi piace. Avrei messo volentieri del formaggio, anche un filo d’olio a smussare. Ma il cameriere non mi ha detto nulla e veloce si è allontanato verso gli altri tavoli.

Il piatto, abbondante, era pronto così. Non si dà la possibilità al cliente di correggere. Il cuoco decide. Ma io pago. Mi sono venuti in mente, mentre cercavo d’intercettare il cameriere (ma poi ho desistito): i ristoranti di lusso in cui il cliente non può modificare il piatto dello chef, il mio amico ristoratore che non dava il limone con il pesce (lo so, è un’idiozia, ma piace), il cuoco artista e il cliente-suddito e non committente.

No, la prossima volta appena arriva lo blocco e gli faccio portare il tutto. Poi decido io!

il Logo della Locanda del Buon Riso di Lortallo di Ameno

I prezzi? 4 euro un bicchiere di vino bianco, 5 per un rosato (entrambi Cirò e buoni), 2,50 euro di acqua Vigezzo, 2,00 euro per un espresso, 5 per una grappa. Totale 34 euro. Ma mi hanno portato come “amuse bouche” anche un piatto di coppa con i fichi (due fette di coppa e un mezzo fico). Bel locale, anche se un po’ rumoroso.

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A Verbania arriva il “barachìn”

Il Barachin è usato come logo da giovani artigiani torinesi

Iniziativa Slow Food fuori salone “Terra Madre Salone del Gusto”

In Piemonte il “barachìn” è stato per decenni simbolo del cibo portato da casa. Il modo più immediato e concreto per rendere meno freddo l’ambiente della fabbrica, per ritrovare profumi e sapori casalinghi (prima che arrivassero le mense aziendali). Di solito era un semplice contenitore in vetro o in latta.

Il progetto Barachìn di Slow Food nasce dall’idea di poter condividere lo spirito di Terra Madre Salone del Gusto con chi, per svariati motivi, non potrà partecipare alla grande festa di Torino. Il progetto dei Barachìn di Terra Madre è un’iniziativa simbolica che vuole «riaffermare un concetto fondamentale per Slow Food: il diritto al piacere e all’accesso a un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutti. Questo principio da sempre è alla base del nostro lavoro ed è stato condiviso da tutta la rete con la dichiarazione di Chengdu, approvata dall’ultimo Congresso internazionale di Slow Food».

Ecco allora che, mentre a Torino si svolgerà la manifestazione, in tutto il Piemonte saranno distribuiti «4 mila “barachìn” a persone meno fortunate, condividendo così i piatti tipici del nostro territorio e soprattutto lo spirito di Terra Madre», ha dichiarato il Segretario Generale di Slow Food Daniele Buttignol. «Questo per noi significa #foodforchange: coinvolgere, condividere e confrontarsi. Questa straordinaria iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo, Reale Foundation, UniCredit, degli oltre 50 ristoranti e più di 70 associazioni presenti sul territorio piemontese, che hanno aderito con entusiasmo sin dal principio. La nostra speranza è che questa iniziativa possa continuare anche dopo l’evento: ogni ristorante e ogni famiglia può pensare di prendersi cura di persone vicine che sono in difficoltà e il “barachìn”, per come lo abbiamo pensato, diventa più di un gesto di solidarietà: un’occasione di condivisione e l’affermazione di un diritto troppo spesso negato».

 

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La Condotta Slow Food Lago Maggiore e Verbano, insieme a Ristorante Sociale Villa Olimpia di Verbania, Cooperativa Divieto di Sosta, Novacoop, Consorzio Servizi Sociali Verbano e Caffè della Memoria, aderisce al progetto Barachìn proponendo ai partecipanti al Caffè della Memoria di Verbania (persone colpite dal morbo di Alzheimer e loro parenti) di condividere un pranzo un po’  particolare, che possa riportare alla memoria le buone sensazioni legate al piacere di un cibo sano e genuino, condiviso in serenità.

Nei “barachìn” verbanesi si troverà una preparazione a base di polenta, legumi e formaggi locali. La sede di questo “pranzo condiviso” a verbania, previsto per lunedì 24 settembre nel mezzogiorno, sarà “Villa Olimpia” (in caso di bel tempo) oppure la sede di ” Centro anch’io” (in caso di pioggia). Con gli ospiti anche alcuni giornalisti e food blogger a testimoniare.

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Okkio alle ricette!

Due mie amiche (e il relativo marito di una delle due) hanno scritto un libro notevole e composito: Muro io ti mangio! Edizioni Linaria e cura Associazione Gabarè. Le due amiche si chiamano Maria Cristina Pasquali ed Alessia Zucchi; il marito della prima, Carlo Bava. Il libro parla di erbe spontanee, quelle che sbucano da un muro fatto di sassi, e che sono state utilizzate da Maria Cristina Pasquali per alcune piacevoli ricette; da Carlo Bava come soggetto di foto in stile macro; e da Alessia Zucchi come soggetto per disegni e stampe al torchio manuale. Il tutto è raccolto in due volumi indivisibili: nel primo stampe e disegni; nel secondo foto delle erbe, foto delle ricette e ricette. In più brani di poesie, glossario, codificazione latina di Linneo di famiglia e di specie, consigli… Un bel libro artistico che sta circolando da alcune settimane. A partire da Editoria e Giardini di Verbania dove ha avuto il suo battesimo ufficiale. Belle foto e bei disegni e stampe, ma io –e non me ne vogliano- parlerei qui di erbe e di ricette.

Per ogni erba proposta, infatti, una ricetta che si pone in un mondo intermedio fra tradizione ed innovazione. Quasi a voler sottolineare la rielaborazione intelligente di una tradizione che altrimenti si sarebbe espressa in modo semplice: minestre, verdure cotte, insalate miste… qui invece le erbe si tramutano in piatti semplici ma non troppo, in nuove attenzioni alle cotture, ad un approccio da nouvelle cuisine per il mantenimento dei sapori, ad una cura artistica delle presentazioni… Insomma, ripetibili con un po’ di passione, di piacere, di conoscenza, di intelligenza…

Per cui, sfoglio a caso, per l’Erba Vento si propone un Raviolo Muraiolo che arriva dritto dritto da Gualtiero Marchesi; per il Guardacà si propone un Pinzimonio sul Tetto dallo spirito zen; per la Viperina i Pacchetti Romantici che mescolano Spagna e Svizzera (poi capirete perché); per l’Ortica una Crosta Vertiginosa e via dicendo. Le erbe proposte sono dodici, le ricette altrettante. Si passa dagli antipasti per arrivare al dolce. Tutto preparato con le erbe spontanee che crescono sui muri della nostra zona, ma anche altrove in questa parte dell’emisfero. Belle ricette ed anche buone. E mi tornano alla mente le parole di Marco Sacco, chef bistellato qui vicino, che parla di rendere prezioso il semplice. Qui si va oltre: si rende prezioso e buono lo sconosciuto, il buono da mangiare che non ti aspetti. Uhmm, buono! Bello!

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Se 18 vi sembran pochi?

Non so, forse sbaglio, ma 18 euro per un piatto di spaghetti mi sembrano tanti. Anche perché a questo prezzo di devono aggiungere 2 euro di coperto (per il pane, per carità, ma io non lo mangio con la pasta: forse dovevano chiedermelo). Poi vuoi che non ci beva un bicchiere di vino (in questo caso un buon prosecco), altri quattro euro. Due euro di acqua e uno di caffè. Totale 27 euro per un buon piatto di Spaghetti alla Bottarga di Cabras (segnati però al Riccio sullo scontrino) all’Osteria del Riccio di Pallanza Verbania: magnifica vista lago, locale informale e tavolini serrati. Tanto giusto? Non lo so davvero.

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Lombardia sì o no? Piemonte sì o Piemonte no?

Come molti di voi non sapranno, ad ottobre la mia provincia vota se rimanere in Piemonte o andare in Lombardia. Il referendum non è molto partecipato, ma chi ne parla propende per la Lombardia. Io non so, lo trovo un referendum inutile, ma qualche ragionamento lo si può fare. E forse potrei cambiare idea…

Otto motivi perché le cose rimangano così come sono

1)      Non si capisce bene quali siano i vantaggi.

2)      Torino e il Piemonte sono parte e tutto di una terra di ottima gastronomia e vini. La Lombardia, meno.

3)      Cosa importa a un modesto come me di cambiare regione? Nulla, appunto.

4)      Ci saranno da cambiare tutti i documenti: chi paga la spesa?

5)      Milano è facile da raggiungere, più che Torino, in treno. Ma non serve essere in Lombardia per godere di detta facilità.

6)      Andarci in auto è meno costoso. Ma ci puoi andare anche se vivi in un’altra regione, appunto.

7)      Il dialetto lombardo, per quel che può servire, è simile al nostro. Quello piemontese no. Però tu parli italiano e non ti interessa.

8)      La nostra zona è diventata dei Savoia a metà del Settecento. Prima era del Ducato di Milano. Sono passati 250 anni circa. Almeno dieci generazioni. Chi si può ricordare? Lo raccontano ancora in casa? Non credo.

Otto motivi per cambiare

1)      Non c’è una linea ferroviaria diretta per Torino Devi arrivare a Novara o Rho e poi procedere per Torino.

2)      C’era una linea, la Arona Santhìa che facilitava il viaggio verso Torino, ma l’hanno soppressa. Non ci vogliono?

3)      Andare a Torino in autostrada costa troppo e nessuno ha preso provvedimenti.

4)      Ogni anno il controllo della caldaia mi costa dai 150 ai 200 euro. Una taglia più che un controllo. E così anche in Lombardia?

5)      C’è una norma in basa alla quale i professori piemontesi debbono essere controllati con l’alcol test. In Lombardia no. E così la scuola, che non ha soldi, risparmia su un falso problema. E i prof non hanno rotture. E continuano ad essere come sono, normali.

6)      La Regione sembra essere sorda alle esigenze del nostro territorio. Più che tagli non fa.

7)      Il cambiamento potrebbe portare dei benefici. Forse si pagherà di meno in imposte.

8)      I lombardi sono più pragmatici, i piemontesi meno. Forse.

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Un ristorante rimarchevole

Un po’ difficile da trovare, una porta all’inizio del ricetto di Ghemme; poi un campanello, un salone pieno di lavori artistici contemporanei, una scala, un’altra sala di arte, una scala ed infine tre ed un bel porticato  dove i tavoli apparecchiati si mescolano a quadri, statue, oggetti… è il ristorante La Casa degli Artisti. Ad accogliervi la proprietaria-cuoca-cameriera, Enrica. Simpatica ma diretta: vi dirà subito che la sua cucina è particolare e non ha modo di farvi nulla oltre al segnato sul menù. Menù assai breve, ma intrigante: piatti freddi e caldi che amano accostamenti inediti. Noi per intenderci abbiamo assaggiato melanzane con il cioccolato fondente, chips di mele con carne cruda e salsa di mele, salvia in tempura, carne e salsa di mirtillo… una netta preferenza per l’agrodolce e per gli accostamenti insoliti. Vini locali e vendita in loco di prodotti e, ovviamente, di quadri ed oggetti artistici. Dunque non certo un ristorante né una cucina “da tutti i giorni”, ma certo adatto per una serata particolare.

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Noi non ci saremo, ma voi?

No, io non ci sarò quest’anno al Lago d’Orta Wine Festival: sono impegnato con il Festival del Prosciutto di Parma a Langhirano (Pr). Altra storia di cui vi racconterò. Intanto, se vi fa piacere, una scappata a Pettenasco (No) potreste farla. Fra le altre aziende notevoli, segnalo la presenza della Cascina Beccaria di Ozzano. Amici, ancor più che produttori di buoni vini.

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