Categoria: Cronache Locali

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Corto e Fieno ad Omegna

L’undicesima edizione di Corto e Fieno è in programma venerdì 2, sabato 3, domenica 4 e domenica 11 ottobre sul lago d’Orta a Omegna, Ameno e Miasino, tra le province di Novara e Verbania. Si è lavorato tanto in questi mesi, così incerti causa Covid e così pieni di voglia di ripartire. Il festival riporta il pubblico al cinema, nel buio della sala, e lo fa in completa sicurezza. Il Cinema Teatro Sociale di Omegna sarà la casa di Corto e Fieno, insieme ad altre proiezioni in Ludoteca a Omegna, al Museo Tornielli di Ameno e a Villa Nigra a Miasino.

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Okkio allo Scontrino!

Sbagliare il conto del cliente è un errore grave. Non tanto per la tua buona fede (hai sbagliato ma non volevi rubare nulla), quanto per i sospetti che esso comunque ingenera (ci provano, sai!). Per cui è meglio: 1) stare attenti quando fai il conto; 2) se sei cliente, leggerlo con attenzione prima di andarsene. Così è capitato anche a me, in una bella pizzeria di Borgomanero (No), Mediterraneo: locale dalla pizza buona, ristorazione di pesce e lista vini non male, con una paginata di champagne!

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Oreste che Va, Oreste che Viene

Conosco entrambi ed apprezzo entrambi: l’Oreste Pastore che esce dal Distretto Turistico dei Laghi dopo 15 anni è stato il mio assessore di riferimento quando ero presidente della Pro Loco di Omegna (Vb). Un carattere che si impone, a volte irritante, ma idee concrete, capacità di vedere oltre. Bravo. L’Oreste Primatesta che entra nello stesso Distretto è quello che noi tutto vorremmo essere da “vecchi”: attivi sempre, curiosi, sul pezzo. Una visione internazionale che non fa male al business. Difetti? Pochi ma grossi come case, tipo pregiudizi a go go. Ma i difetti sono surclassati dai pregi.

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Intendiamoci

Ecco, invece, anche la Treccani se n’è accorta. Le Osterie oggi sono locali di tono. Me ne sto accorgendo anch’io, frequentando locali come Carlo e Tina Osteria di Maggiora (No) in cui della mia idea c’è solo il richiamo alla tradizione dei piatti proposti. Una tradizione curiosa, mix di Toscana e Piemonte, visto la duplice origine dei giovani gestori (conosciutisi a Parma, ad Alma).

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Mezzomerico Acrostic Blues

A chi percorre la strada fra Suno e Mezzomerico per la prima volta. Dieci e più anni dopo che la percorsi io per la prima volta. Dovrebbe a loro il paese di Mezzomerico apparire più vivo e vivace rispetto a quello che apparve a me. Il paese era allora silenzioso e poco frequentato, in abbandono quasi. Ora è più vivo e vivace. Più belle le colline, i vigneti curati. I prati falciati e nuove aziende vitivinicole fanno capolino fra i campi. Ecco allora ricordi che una volta c’era solo lei. Tutti a chiedere cosa avesse spinto una coppia di benestanti milanesi a spostarsi lì e ad aprire un’azienda vitivinicola. Roccolo, il “Rocco di Mezzomerico” si chiamava e si chiama l’azienda che per prima fece rifiorire le

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Sempre Bello

Sempre bello tornare alle Cantine Garrone di Oira di Crevoladossola (Vb): il luogo è ben tenuto, tradizionale ma moderno, il vino è buono, assai diverso dal vecchio vino ossolano aspro e magro di anni fa. Sì, asprezza ce ne è ancora un poco, ma è una caratteristica piacevole che chiama fomaggi e salumi e pane nero di segale…

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Una Bella Strada

Nel vicino novarese le strade panoramiche sono poche. Una di queste è quella che unisce i comuni di Suno (No) e Mezzomerico (No). Fatela in auto, in bicicletta, a piedi (attenti, però), in motocicletta. Non è molto lunga ma è molto varia: vigneti, campi di mais, colline, prati, boschi, casette per gli attrezzi qua e là -nuove o abbandonate-, una grossa pietra erratica (la preja da scalavé, da scivolare per gioco e per antichi riti di fertilità), un osservatorio astronomico, aziende agricole moderne ed antiche, fiori e piante, verdura e frutta vendute a chilometro zero.

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Colpa dell’Europa…

Ci mancava anche questa fra i mantra della politica. Il consigliere (o assessore?) regionale che ieri era a Suno (No) per portare i suoi ed altrui saluti alla Giornata della Viticultura ha affermato “che è colpa dell’Europa” se ora abbiamo la popilla japonica. Cioé quel malefico coleottero asiatico che sta infestando le campagne a partire dalla Malpensa. Colpa dell’Europa? Un mantra senza senso che si usa ovunque, facendo finta di non sapere (o non sapere proprio) che la UE non ha competenze sulle frontiere dei singoli stati.

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Bramaterra, Nuova Frontiera

L’Alto Piemonte è la nuova frontiera del vino piemontese: cambiamenti climatici, vecchie tradizioni abbandonate, basso costo del terreno, vini dotati di freschezza, bouquet ricchi, longevità… Noto assai il gattinara docg; poi di fama segue il ghemme docg; rinato il boca doc; stentano ancora il fara doc e il sizzano doc; lessona evanescente; e il bramaterra ancora semiconosciuto.
Però tutto si muove, tanti piccoli segnali in pochi giorni: il dj milanese che compra vigneti, il giovane che riscopre le vigne del nonno, la nuova azienda vinicola che presenta il suo bramaterra doc sul Lago Maggiore: La Psigula di Curino (Bi). Tessere di un mosaico che diventerà certo un’opera complessa, ricca e bella.

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La Pesa Cambia

La Pesa di Verbania cambia proprietario. Che in primo luogo non le cambierà il nome. Per il resto si vedrà. Per celebrare il passaggio, Stefano mi ha offerto da bere alcuni bicchieri di alcuni degli ottimi vini che lui ha negli anni selezionato (più formaggi e salumi in buona quantità)

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Vecchi a chi?

Jacopo mi chiede di accompagnarlo ad assaggiare dei vini e mi ritrovo ad ascoltare la storia di una cantina dormiente il cui patron oggi scomparso selezionava uve pugliesi di negroamaro, le vinificava con grande attenzione e conservava i vini in grandi vasche di cemento (tornato oggi di moda); realizzava blend o vendeva annate assai lontane agli appassionati che, in tanti, lo seguivano.