Archivi categoria: Appuntamenti

In Cima alla Valle per un’Esperienza Unica

Il Ristorante da Cecilia si trova ben oltre la cittadina termale di Bognanco: si trova infatti nella frazione di Granica, chilometri più in su. Un’immersione nella montagna che ci ha però portati ad assaggiare un esperimento gastronomico raro: un bollito di carne di cacciagione. Un’occasione unica data dalla rassegna Meating Food, espressione del progetto Filiera Eco- Alimentare, che ha insegnato a molti cacciatori e macellai ossolani come trattare al meglio le carni della caccia. Con la Rassegna ha invece stimolato i ristoratori locali ad utilizzare meglio e con più creatività le carni locali, sostenibili e sane. Non di più, ma meglio.

Ma com’erano le carni di cervo e di camoscio utilizzate: buone; per nulla impegnative all’olfatto o al gusto (come si immagina siano le carni di cacciagione), anzi diremmo delicate; e poi più magre rispetto alle tradizionali carni di manzo, da chiedere ancor più salse e condimenti ad accompagnare. Si sono assaggiati Costine e Reale di cervo, Lingua di cervo (ottima) e Reale di camoscio (decisamente il taglio più apprezzato). Una dolce Mousse di Cioccolato Bianco a chiudere una cena singolare e molto apprezzata.

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Il mio Bagna Cauda Day

Ho partecipato anch’io la Bagna Cauda Day, su invito di un mio ex allievo che ha ristorante fuori Asti. Nei giorni successivi, mi sono accorto che molta gente era andata al pari mio e che altra avrebbe voluto farlo. Un po’ tutti quelli che ci sono andati hanno seguito un format suggerito, ma non vincolante: pranzo o cena in uno dei ristoranti aderenti, poi passeggiata nel centro storico ed infine visita al Museo alla Mostra su Chagall (bella, sia detto a latere). Qualcuno si è anche fermato a dormire. Una bella iniziativa che sta espandendosi anche altrove: ci sono ristoranti anche nel resto del Piemonte, dall’astigiano al novarese, che partecipano all’iniziativa; ma anche all’estero. Un buon esempio di come una tradizione possa fare turismo, economia, denaro… A proposito, il prezzo della Bagna Cauda era fisso: 25 euro, con bavaglione e vino della casa compreso. Economica mangiata, dunque. Poi se uno voleva poteva comprare l’acciuga di pezza o il fornelletto come souvenir, carini entrambi. Il bavagliolo era d’ artista ed era illustrato da Massimo Ricci di Nizza Monferrato che fa intonare ai suoi personaggi la canzone remake «Quel mazzolin di cardi/ che vien dalla campagna/ e bada ben che qui si bagna».

Io ho mangiato con amici e colleghi alla Ca d’Pinot e ho trovato il tutto molto buono, popolare ma bello. E, cosa incredibile a dirsi, ho digerito il tutto.

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Un Locale Storico di Cucina Tradizionale

Meriterebbe una visita solo per la location: il ristorante Trattoria Derna di Varzo è infatti ricavato nel vecchio corpo di guardia di un castello o di una rocca, non so esattamente. Però è un pezzo di storia. La torre, infatti, è ancora lì di fianco.

Il Ristorante è una trattoria assai apprezzata per la sua cucina tradizionale, le porzioni e il servizio cordiale. E così è stato anche venerdì sera.

Per la serata di Meating Food, i gestori hanno infatti proposto un menù ricco con un altrettanto ricco buffet di vini: sei vini della ditta Sulin in abbinamento. Buoni.

Con l’aperitivo salumi e stuzzichini, fra cui una rimarchevole mousse di fegato di cervo. Poi un piacevole Fagottino di persico in salsa agrodolce e misticanza di melograno; poi un Carpaccio di cervo con timballino di funghi e fonduta di grasso d’alpe: buono; due primi piatti abbondati a seguire (si poteva fare anche il bis se non paghi): Gnocchetti di pane nero, porri e trota leggermente affumicata ed Agnolotti di grano saraceno al capriolo al mosto d’uva cotto e timo; il secondo, cotto in maniera tradizionale, era un discreto Rotolo di cinghiale al pino mugo con ragù di porcini alla piemontese. Per chiudere, se uno aveva ancora fame: una Selezione di formaggi con miele confettura. Ovviamente, un vino diverso per ogni piatto, a partire dall’aperitivo: sei in tutto. Da perdersi! Un dolce Semifreddo ai marroni con (una buona) salsa cachi per chiudere.

Se passate di là, provatelo.

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A Cena con i Sapiens

La Carne della Filiera Eco Compatibile interpretata da allievi e docenti dell’Istituto Erminio Maggia di Stresa, ispirati dalla Paleo Dieta.

Prosegue la rassegna “Meating Food”: serate di tradizione e innovazione in cucina nelle quali alcuni ristoranti della Provincia di Verbania si sono resi disponibili a sperimentare e ad interpretare i prodotti della Filiera Eco-Alimentare, abbinandoli ai prodotti locali ossolani. Si tratta di carne da caccia controllata e sostenibile; dal sapore inedito e sorprendente. A mettersi alla prova con questa innovativa materia prima è anche l’Istituto Alberghiero di Stresa, l’Erminio Maggia, che ha scelto un’inedita suggestione: realizzare piatti e bevande ispirate alla dieta paleolitica

Non è solo una sfida storica, perché molti sostengono che mangiare come i nostri antenati sarebbe la soluzione giusta per dimagrire. Dicono essere una dieta molto amata dalle Star americane. L’idea sarebbe venuta a Loren Cordain, professore della Colorado State University e studioso dell’alimentazione umana preistorica. Secondo lui, se l’uomo per milioni di anni si è cibato solo di carne, frutta, verdura e bacche, e non si sarebbe evoluto per assimilare gli altri alimenti. Quindi non c’è alcuna ragione per cui si debba mangiare altro.

Gli alimenti ammessi sono dunque quelli che l’uomo poteva reperire tramite la caccia, la pesca e la raccolta dei frutti della Terra, ossia: carne, pesce e crostacei, meglio se selvatici, e poi verdure, radici, frutta, noci e bacche. Da evitare tutto il resto: farina, zucchero, pane, dolci e alcoolici sono i primi da eliminare dalla lista della spesa. Al bando anche insaccati, latticini e caffè. Da preferire, poi, solo cibi freschi e non lavorati.

Noi per l’occasione abbiamo fatto qualche concessione alla fantasia: tisane, perché le erbe erano a disposizione anche allora (se le sapessero utilizzare, però non sappiamo); idromele (perché il miele era a disposizione e la fermentazione facile); e qualche bottiglia di vino per i post paleolitici irriducibili! A tutti, un caffè poco paleo per concludere…

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Meating Food nel cuore dell’Ossola

Terzo appuntamento con Meeting Food, rassegna gastronomica del progetto filiera Eco Alimentare Rinnovabile e Sostenibile, carni certificate di selvaggina ossolana.

Siamo nel cuore di Domodossola, Atelier Restaurant, ristorante dello storico hotel Eurossola, da poco rinnovato negli spazi, dove una calda atmosfera di design, risultato di un’attenta e sensibile ristrutturazione, ci accoglie a casa dello chef Giorgio Bartolucci. In quest’occasione coadiuvato dalla chef Danilo Bortolin dell’Hotel Majestic di Verbania. Un amico oltre che un collega altrettanto valido. L’idea di cucina dello chef Bartolucci si basa sui concetti primari di tradizione ed innovazione: un sapiente uso dei prodotti di stagione e una costante ricerca di nuove ispirazioni sono gli “strumenti” usati nel rivisitare, per il piacere degli occhi e del palato, la buona cucina del territorio.

Come prima entrata un Lingotto di pernice rossa e foie gras, pan brioche tostato e gel al ribes, con bacio di dama ai fegatini di pernice, ottimamente presentato tra germogli di ravanello, polvere di lampone e chicchi di melagrana, ha stuzzicato e incuriosito il palato, introducendo un percorso di degustazione che non ha per nulla deluso le aspettative, anzi.

In accompagnamento è stata servita una Maggiorina 2016, Le Piane.

Seconda entrata, Cervo, ginepro, carciofi e Prunent, delicato e di ottima consistenza, piacevole l’accostamento, non facile, col carciofo.

Una nota di merito al tagliere del pane portato in tavola prima della seconda, e vera e propria, entrata. Pane di farine seminterrati macinate a pietra e lievito madre, caldo, profumatissimo, crosta croccante e cuore soffice e areato, sottili e fragranti grissini con semi di papavero e sfogliatine di farina di mais di Beura, tutti rigorosamente fatti in casa e accompagnati da burro di alpeggio mantecato alle erbe.

Si prosegue con il primo piatto, Ravioli di lepre con crema di porcini e cialda al cacao, ottimi, nella consistenza, nei profumi, nei sapori bilanciati, nella presentazione e anche nella porzione, che non ti aspetti così generosa.

Si continua con il secondo piatto, Sottofiletto di capriolo, cioccolato e zucca, una tavolozza di colori caldi e invitanti, come i profumi e i sapori, il dolce della zucca, l’amaro del cioccolato, l’acidità dell’olio, accostati con vera maestria ad esaltare un capriolo davvero prelibato. In accompagnamento è stato servito un altro vino, Pinot nero Riserva 2015, cantine di Terlano.

Siamo in chiusura, o quasi. Viene servito un pre dessert, semifreddo alla pesca su cialda di nocciola, gradevole pausa che rinfresca e prepara al vero e proprio dolce, Tortino caldo alle castagne su crema di ricotta d’alpeggio con gelato allo zafferano, squisito, ottima conclusione di una cena che ha pienamente appagato ogni senso.

 

Prossimo appuntamento della rassegna venerdì 23 novembre alla Trattoria Derna di Varzo, cacciatori, pescatori e fungiatt.

 

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Serata a Le Colonne di Santa Maria Maggiore

Ottima anche la seconda serata Volume Due della Rassegna Gastronomica Meating Food, filiera Eco Alimentare Rinnovabile e Sostenibile: sede il Ristorante Le Colonne di Santa Maria Maggiore. Trattasi di un piccolo ed elegante ristorante nel centro storico; uno dei più noti dell’Ossola, ben frequentato da milanesi e svizzeri. Dunque abituato ad una clientela attenta ed aperta. Infatti i richiami alla tradizione locale vengono declinati con creatività (per esempio lo chef Giampiero Bona, a tavola, ci ha parlato fra le altre cose di una versione vigezzina del Risotto alla milanese, con pino mugo e ossobuco di cervo), con attenzione ai prodotti e con una carta dei vini assai varia che non si limita al locale.

Noi abbiamo mangiato un appetizer ben presentato classicamente su vassoio a specchio in monoporzioni: Tartare di Cervo, Terrina di Fagiano e Carpaccio di Cervo. Notevole il fagiano e buono tutto. Poi un Carpaccio di Cervo Ripieno di Sedano Rapa e Mele, buono assai. Poi una Lasagnetta (una ma notevole) di Zucca con Gorgonzola di Anzola (unico produttore locale di gorgonzola dop), buona. Poi le Costine di Cinghialetto Cotte a Bassa Temperatura (CBT per i tecnici) con Cavolo Rosso e Topinambur. Buone, frutto di una cottura a settanta gradi per quasi due giorni e di una ripassata tradizionale per donarle colore e croccantezza. A chiudere un Tronchetto di Castagne e Cioccolato. Buono.

La Rassegna è l’anello finale di una lunga ricerca e operatività sul campo e promuove una corretta e gestibile filiera della caccia locale dà appuntamento ad appassionati gourmet giovedì prossimo, 15 novembre, al ristorante Eurossola di Domodossola, un altro locale ben noto ed apprezzato.

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Seconda serata Volume due Meating Food

Venerdì 9 novembre 2018, torna l’appuntamento con Meating Food, la gustosa prova tecnica del progetto di Filiera Eco-alimentare che ha avuto un grande successo la scorsa primavera. Il progetto prevede che le carni di selvaggina ossolana possano incontrare i prodotti locali attraverso le tecniche culinarie degli chef. A Santa Maria Maggiore lo chef Gianni Bona propone: Carpaccio di cervo ripieno di sedano rapa e mele; Lasagnetta di zucca con gorgonzola di Anzola; Costine di cinghialetto cotte a bassa temperatura con cavolo rosso e topinambur, e per finire Tronchetto di castagne e cioccolato.

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117 milioni sono i laghi sulla terra

“Ed è sul cuore galleggiante di uno di loro, la bellissima Isola dei Pescatori nel Lago Maggiore (il secondo più grande d’Italia), che la Gente di Lago si darà appuntamento, per la prima volta, il 7 e 8 ottobre 2018.

Passeggiando sull’isola tra una degustazione, un calice di vino, un sorso d’acqua o un bicchiere di birra, saranno davvero tante le iniziative da seguire”.

Il Piroscafo Piemonte (quello a ruota) della Navigazione Lago Maggiore domenica 7 sarà a disposizione per visite guidate, dalle 10 alle 17.30 (con una pausa dalle 14.45 alle 16.45). Lunedì 8 invece ospiterà alcuni dei convegni in programma. All’imbarco, a Stresa, è previsto il concerto di benvenuto mentre molte sono le attività sulla “coda” dell’isola: rievocazione storica della pesca con la bedina, spettacolo dei burattini Niemen, sfilettatura del pesce, teatro dialettale, laboratori di disegno, rammendo delle reti da pesca, mini conferenze e magia. Concerti sono in programma in chiesa, all’aperto, al museo della pesca, al porticciolo e nel budello. Insomma, ci sarà un po’ di tutto nella prima grande vetrina della Gente di Lago e di Fiume. Tra i tanti grazie che si diranno nei prossimi giorni a tutti i sostenitori di questo progetto, è giusto partire dai titolari degli undici ristoranti dell’Isola Pescatori che hanno visto nell’iniziativa un’occasione di crescita corale e hanno collaborato nella costruzione del programma.

Domenica 7. Il biglietto che costa 50 euro in prevendita (60 euro il giorno dell’evento), 15 euro i ragazzi, gratuito per i bambini. Include anche il trasporto (andata e ritorno) sull’Isola Pescatori. Appena sbarcati si riceverà una mappa e da quel momento si andrà alla scoperta della storia, delle tradizioni, della cultura, dei divertimenti, e ovviamente del pesce di lago cucinato in tutti i modi e accompagnato dai vini dell’Alto Piemonte e dalla birra biellese, serviti con sapienza dai sommelier di Ais Vco. Il tutto compreso nel biglietto, anche le undici degustazioni negli altrettanti ristoranti, dove lo chef “resident” sarà affiancato da un collega di rilevo nazionale selezionato da Marco Sacco. Qui si compirà quella contaminazione tanto cara agli esperti di cucina. Un piatto della carta del ristorante, a base di pesce di lago, rivisto con le idee di chi viene da fuori. Undici piatti a disposizione, più la proposta di Sacco sulla coda dell’isola, da gustare vivendo le altre esperienze. Ci saranno dimostrazioni di pesca e di sfilettatura, i pescatori proporranno anche una issata delle reti con il sistema tradizionale, poi visite guidate, mini lezioni sulla preparazione dei piatti e sulla lavorazione del pesce, artisti di strada, intrattenimento per bambini, sarà aperto il museo della pesca e si potrà visitare il Piroscafo a vapore “Piemonte”, ancorato al molo dell’isola. A questo proposito un altro ringraziamento speciale è doveroso nei confronti della direzione della Navigazione Lago Maggiore, l’ente ministeriale che ha da subito sposato la causa diventando partner della Gente di Lago e di Fiume non solo garantendo il trasporto di tutti gli ospiti ma, appunto, anche mettendo a disposizione quel gioiello che è il “Piemonte”. I possessori del biglietto avranno due viaggi dedicati, la mattina di domenica, con partenza da Stresa alle 10.30 e alle 11.00, oppure liberamente potranno raggiungere l’isola in altri orari con le corse di linea.

Lunedì 8. I possessori del biglietto di domenica avranno libero accesso all’isola anche lunedì, giornata più “scientifica” della due giorni di Gente di Lago e di Fiume. In mattinata sarà un susseguirsi di incontri, dibattiti e tavole rotonde sulla valorizzazione delle acque interne, sulla pesca, sul turismo e sulla ristorazione. Suggestivo l’incontro che riunirà intorno a un microfono sette grandi chef che sono promotori di progetti culturali e di valorizzazione del territorio che vanno oltre l’attività imprenditoriale privata. Si tratta di Pino Cuttaia, Fratelli Serva, Enrico Bartolini, Pietro Leemann, Cristina Bowermann, Paolo Barrale e Marco Sacco.

La giornata di lunedì si concluderà con una quasi irripetibile cena di gala firmata da sei chef stellati e servita nelle sale del Grand hotel Des Iles Borromees. In questo caso il costo di partecipazione, 300 euro a testa, sarà un contributo al sostegno dei progetti futuri di Gente di Lago e di Fiume, con particolare riguardo alla didattica nelle scuole e allo sviluppo dell’ittiocoltura.

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A Verbania arriva il “barachìn”

Il Barachin è usato come logo da giovani artigiani torinesi

Iniziativa Slow Food fuori salone “Terra Madre Salone del Gusto”

In Piemonte il “barachìn” è stato per decenni simbolo del cibo portato da casa. Il modo più immediato e concreto per rendere meno freddo l’ambiente della fabbrica, per ritrovare profumi e sapori casalinghi (prima che arrivassero le mense aziendali). Di solito era un semplice contenitore in vetro o in latta.

Il progetto Barachìn di Slow Food nasce dall’idea di poter condividere lo spirito di Terra Madre Salone del Gusto con chi, per svariati motivi, non potrà partecipare alla grande festa di Torino. Il progetto dei Barachìn di Terra Madre è un’iniziativa simbolica che vuole «riaffermare un concetto fondamentale per Slow Food: il diritto al piacere e all’accesso a un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutti. Questo principio da sempre è alla base del nostro lavoro ed è stato condiviso da tutta la rete con la dichiarazione di Chengdu, approvata dall’ultimo Congresso internazionale di Slow Food».

Ecco allora che, mentre a Torino si svolgerà la manifestazione, in tutto il Piemonte saranno distribuiti «4 mila “barachìn” a persone meno fortunate, condividendo così i piatti tipici del nostro territorio e soprattutto lo spirito di Terra Madre», ha dichiarato il Segretario Generale di Slow Food Daniele Buttignol. «Questo per noi significa #foodforchange: coinvolgere, condividere e confrontarsi. Questa straordinaria iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Compagnia di San Paolo, Reale Foundation, UniCredit, degli oltre 50 ristoranti e più di 70 associazioni presenti sul territorio piemontese, che hanno aderito con entusiasmo sin dal principio. La nostra speranza è che questa iniziativa possa continuare anche dopo l’evento: ogni ristorante e ogni famiglia può pensare di prendersi cura di persone vicine che sono in difficoltà e il “barachìn”, per come lo abbiamo pensato, diventa più di un gesto di solidarietà: un’occasione di condivisione e l’affermazione di un diritto troppo spesso negato».

 

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La Condotta Slow Food Lago Maggiore e Verbano, insieme a Ristorante Sociale Villa Olimpia di Verbania, Cooperativa Divieto di Sosta, Novacoop, Consorzio Servizi Sociali Verbano e Caffè della Memoria, aderisce al progetto Barachìn proponendo ai partecipanti al Caffè della Memoria di Verbania (persone colpite dal morbo di Alzheimer e loro parenti) di condividere un pranzo un po’  particolare, che possa riportare alla memoria le buone sensazioni legate al piacere di un cibo sano e genuino, condiviso in serenità.

Nei “barachìn” verbanesi si troverà una preparazione a base di polenta, legumi e formaggi locali. La sede di questo “pranzo condiviso” a verbania, previsto per lunedì 24 settembre nel mezzogiorno, sarà “Villa Olimpia” (in caso di bel tempo) oppure la sede di ” Centro anch’io” (in caso di pioggia). Con gli ospiti anche alcuni giornalisti e food blogger a testimoniare.

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