Brevi, brevissime…

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Leggo che c’è un signore di 55 anni, un italiano, che dorme in stazione ad Arona (No). Ovviamente, il giornale calca sul pietismo, ma nulla dice sul fatto che un signore in età lavorativa non abbia soldi per affittare una stanza. Non lavora? Come mai? Ad Arona sono andato a mangiare in una moderna Osteria che si chiama Anticogallo. Ed ho mangiato assai bene: cucina tradizionale piemontese, nordica, italiana. In cucina però una signora marocchina; una signora garbata e silenziosa e lavoratrice come sanno esserlo le persone che cercano, lavorano, rispettano… Cucina bene della cucina tradizionale italiana. Lei lavora e l’altro no. Non poteva imparare anche lui a cucinare, magari il kebab, e trovarsi un lavoro invece di reclamare la pubblica carità? Bah, mi sbaglierò e sono pronto a cambiare idea, ma mi sembra una malattia sociale più che altro.

Sabato sono ad Asti, dagli amici dell’agriturismo Ca’ d’ Pinot per il Bagna Cauda Day. Bellissima iniziativa per un piatto tradizionale, saporito. Bella e barbarica mangiata. Tutto ok? Sì, da promuovere e diffondere. Ma l’immagine è da cambiare: un curioso disegno, un po’ inquietante e pasticciato… orna cartoline e grembiuli. Brutta. Sia detto così, in libertà e senza voler offendere nessuno.

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