Ai confini del kitsch

Quando è apparso alla nostra tavola di San Silvestro, siamo rimasti a bocca aperta. Divisi fra approvazione ed ilarità. Un mazzo di fiori e di salumi! Però intorno a questo curioso bouquet

Ai confini del kitsch

è infine prevalsa la simpatia. Ci è piaciuto. Io l’ho anche fotografato, mia nipote Margherita ha Incominciato a prendermi in giro, dicendo che certo "lo zio" ne avrebbe certo parlato in un articolo (in realtà in un post) e "avrebbe vinto il premio oscar per il giornalismo" (in realtà Pulitzer, semmai… ma è una storia diversa), mia sorella Flavia ci ha raccontato di averlo comprato in Svizzera, a Berna, in un mercatino natalizio, mio padre -Tiziano, goloso di carne- lo ha subito sfogliato, seguito a ruota da altri commensali… salumi buoni, in stile nordico… senza indicazioni di sorta (ingredienti, provenienza… e poi dicono della Svizzera, mito di precisione!). Però tutto buono, tutto divertente; un buon sistema per proporre e vendere dei salumi… Da copiare!

In abbinamento ideale, un vino svizzero assaggiato a Basilea con Lino ed Andrea. Un vino un po’ kitsch pure lui, cominciando dal nome: Jonathan brut spumante charmat Delea millesimé doc. Uno spumante molto pretenzioso, ottenuto da una fermentazione lunga, da uve ticinesi; una parte dei vini usati, secondo me, faceva anche un po’ di barrique… Ma il risultato, al di là dell’impegno, era uno spumante gradevole, poco impegnativo, profumi floreali, facili e buoni, facile da bere… facile da servire, magari con un bel mazzo di fiori-salumi (non ci sarebbe stato proprio male in abbinamento!).

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