Addio camerieri

Mi spiace, perché mi sono simpatici e trovo facciano un bel mestiere. Ma i camerieri devono sparire. Intendo quei camerieri che portano vassoi e servono l’ospite seduto a tavola. Mentre servono, parlano al cliente ed il cliente risponde. In mezzo il cibo che si cosparge di goccioline di saliva: oggi è il kovid e domani chissà. Ma poi la gente ha finalmente capito che quando si parla si sputacchia. Prima, forse, non ci pensava, non ci faceva caso. Il futuro sarà dunque il servizio impiattato e coperto, al meglio. O solo impiattato. In alternativa, il vassoio centrale e il servizio autogestito dai clienti (grande spreco). Il cameriere sarà un portapiatti ma anche un sommelier, di vino, di acqua, di olio, di aceti, di birra… un venditore (forse, ma non classico). Forse, perché la comanda la farà direttamente il cliente, al tavolo, con il suo cellulare o il tablet aziendale. Il cameriere dovrà curare la proposta del menù, avere competenze di grafica, minime, correttezza ortografica e lessicale (l’arancio non si spreme né si usa in cucina, per fare un esempio), una infarinatura di marketing; avere buon gusto ed originalità nel sistemare la tavola e il centrotavola; gestire la sala: arredi, quadri, spazi… Il professionista di sala smetterà di essere cameriere. Oppure sarà solo un portapiatti. Alternative, in mezzo, non ne vedo. Sbaglio?

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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