47 anni dopo!

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Confesso di non averci creduto, quando la mattina di Natale ho requisito una polverosa bottiglia a casa della signora Anna: un sizzano doc del 1967! Un Vecchio Vino Sizzano di Francesco Fontana. Non credevo infatti che sarebbe stato buono. Ma glielo ho chiesto solo per curiosità e per fare un “regalo”a Monica: fu suo padre, anni fa, a mettere via delle bottiglie legate all’anno di nascita delle figlie…
A casa dei miei, l’ho tranquillamente caraffata: tappo integro ancorché poco elastico, colore chiaro rosso mattone, al naso profumi terziari e nessuna traccia di maderizzazione… in bocca, poi, incredibile: asciutto, equilibrato, secco, piacevole, alcolico… che vino e dopo 47 anni! Un grande…
Del produttore ne avevo sentito parlare decenni fa, quando ho incominciato ad interessarmi di vino. Sempre bene me ne avevano parlato. E non solo perché l’azienda non c’è più. Perché era bravo. Mi ricordo anche che sfruttava l’immagine di Cavour e mi dissero che forniva il famoso ristorante Del Cambio di Torino, locale molto amato dallo statista piemontese. Vero o falso? Non so, ma ora non più, anche se una bella paginata di Nebbioli dell’Alto Piemonte fa bella mostra di sé nella carta dei vini… grande cosa!
D’altra parte Cavour amava i vini dell’alto Piemonte e il sizzano doc. Leggiamo in un commento pubblicato dall’Atl di Novara ad una sua lettera: “Giacomo Giovanetti, senatore novarese, che gli aveva inviato un campione di vino. La lettera contiene un elogio del Conte nei confronti del Sizzano, questo rosso piemontese viene infatti paragonato ai più pregiati vini francesi per la finezza e il pregio del suo bouquet. Il Conte scrisse: “… Confesso ingenuamente che l’ottimo vostro vino di Sizzano mi ha quasi convinto della possibilità di fabbricare in Piemonte vini di lusso. Cotesto vino possiede in alto grado, ciò che fa pregio ai vini di Francia, e manca generalmente ai nostrani, il bouquet. Il bouquet del Sizzano non somiglia a quello del Bordeax, bensì al bouquet del Borgogna, il quale per certe località gode la primizia su tutti i vini di Francia… Or dunque rimane provato che le Colline del novarese possono gareggiare con i colli della Borgogna… Manderò in regalo a tutti i miei agenti diplomatici del vino di Sizzano. Intanto lo berrò io coi miei amici alla vostra salute…”.
Io l’ho bevuto a Natale. Davvero una bella sorpresa!

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Informazioni su Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1999), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 nel Consiglio nazionale Unpli. Vive sul Lago d’Orta.

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